Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/320

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

la magnificenza del giorno
geniale, con la concisa
8225forza delle inscritte parole
più fiera su i cuori virili
che getto di bronzo, più acre
che punta di stilo rovente.
E gli Archi, ecco, aspettano i nuovi
trionfi, perché tu cantasti:
“O Italia, o Roma! quel giorno
8232tonerà il cielo sul Fòro.„

Tonerà il cielo sul Fòro
liberato d’ogni congerie
vile, d’ogni cenere e polve,
restituito per sempre
nella maestà de’ suoi segni;
e dal fonte pio di Giuturna
8239scoppieranno le acque lustrali,
e da ogni luogo arido vene
di acque, e torrenti di vita
nelle solitudini prone
dell’Agro, nell’imperiale
deserto, da tutte le tombe;
e tutte le vèrtebre fosche
8246degli acquedotti saranno
Archi di Trionfo per mille
Volontà erette su carri;
e la croce del Galileo
di rosse chiome gittata
sarà nelle oscure favisse


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