Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/324

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

col braccio sotto la testa,
col volto nell’ombra, coi piedi
nel sole. Così mi riposo.
Un sangue infantile m’inonda.
Sento un fresco sonno venire.
8337Tu proteggi il sonno dei prodi.

Io vidi Zagrèo, che i Titani
co’ volti coperti d’argilla
entrati nell’antro segreto
sgozzarono e poi crudelmente
dilacerarono, io vidi
su l’erba il rinato Zagrèo
8344al soglio del bosco dormire.
Non vidi mai sonno più dolce
né più profondo, o Nutrice.
La sua barba d’oro era fatta
d’ali d’uno sciame splendente
che gli pendea dalla bocca
aperta qual d’arnie forame.
8351In miel converso era il patire!
Così, così dormir voglio
in te che mi dài signoria
a pacificar mia discordia,
o Persuasiva. Ancor novo
eccomi, ancóra immaturo
e pieno d’occulte potenze,
8358ancóra nel mio divenire.

Ciò che per me fu compiuto,


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