Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/52

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

dall’armonia dei mondi
588il Desiderio.

Non dissi: “Parla!,.
Ma mi volsi a ghermire
il suo corpo discinto,
che fresco sentii quasi fosse
balzato da polle rupestri.
Né per baciarla
595la bocca detersi
dal succo del grappolo molle;
ché il divino Istinto mi volle
dei due beni diversi
comporre una gioia infinita.
O Vita, o Vita!
O notte d’estate fra l’altre
602memoranda, in cui la mia carne
compì l’umano atto fugace
sotto la specie dell’Eterno!
O notte in cui viver mi parve
figurato nel violento
mito che divennemi un segno
sacro per le vie della Terra
609ove tolsi tutti i miei beni!


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