Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/57

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

intollerabile. E io tacqui
in disparte, e fui solo;
per sempre fui solo sul Mare.
E in me solo credetti.
728Uomo, io non credetti ad altra
virtù se non a quella
inesorabile d’un cuore
possente. E a me solo fedele
io fui, al mio solo disegno.
O pensieri, scintille
dell’Atto, faville del ferro
735percosso, beltà dell’incude!

E contemplai, di contro
a Same dai foschi cipressi,
Itaca petrosa,
il Nèrito aspro nudato,
la patria angusta
di quella incoercibile Forza.
742E veder parvemi il tetto
securo, la soglia polita,
le stanze purgate dai morbi
con fumido solfo,
le fanti dai cinti vermigli
intente a forbir seggi e deschi
con le spugne lor cavernose
749o a torcere i lor fusi
versatili o a scardassare
le lane, e la tarda nutrice
752Euriclèa che valse già venti


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