Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/60

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

cresceva e pe’ lombi e nel collo
del savio Ulissìde.
812E partiva il suo letto
di belle coltrici adorno
con una florida fante
ei che, ospite imberbe, mirato
avea splendere Elena a Sparta
e ricevuto il bel peplo
da Elena e bevuto il nepente
819di Elena alla mensa ospitale.

“Contra i nembi, contra i fati,
contra gli iddii sempiterni,
contra tutte le Forze
che hanno e non hanno pupilla,
che hanno e non hanno parola,
combattere giovami sempre
826con la fronte e col pugno
con l’asta e col remo
col governale e col dardo
per crescere e spandere immensa
l’anima mia d’uom perituro
su gli uomini che ne sien arsi
d’ardore nell’opre dei tempi.
833Sol una è la palma ch’io voglio
da te, o vergine Nike:
l’Universo! Non altra.
Sol quella ricever potrebbe
da te Odisseo
che a sé prega la morte nell’atto.„


- 46 -