Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/59

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

sonante e di danze e conviti
ripensava ella nel tristo
suo petto. E improvviso a rancore
784pestifero cedea
la più che ventenne costanza!
Fatta era l’alta reina
simile a femmina ancella,
poiché queste dicea parole:
“Deh, avess’io scelto a marito
il più ricco e valente
791dei Proci, accolto avessi il figlio
di Polibo Eurìmaco o il figlio
d’Eupite Antinòo,
e seco passata io fossi
ad altra dimora, più tosto
che attendere l’uomo cui solo
è talamo grato la tolda
798a sciogliervi il cinto dell’onda!„

E il savio Ulissìde
Telemaco dal suo seggio [Telemaco re dei porcari]
coperto di velli manosi
governava i porcari.
E il pallido adipe, onde un disco
recato avea Melanzio ai Proci
805con la panca e la pelle
e la brace perché si scaldasse
e ugnesse e ammollisse il nervo
dell’arco nel dì della strage,
l’adipe grave su l’epa


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