Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/110

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DELLE LAUDI - LIBRO

degli eroi sopra il Male
125vindici; senza pace,
stirpe insonne, anelammo all’alto segno.
Ben costui che or si giace
tal cuore ebbe, s’armò di tal disdegno.„

Nella notte così gli eterni spirti
130riconobbero il Grande
cui sceso era pe’ tempi il lor retaggio.
Il titano giacea senza ghirlande,
senza lauri né mirti,
sol coronato del suo crin selvaggio.
135E, come il primo raggio
dell’alba fu, la maggior voce disse:
“O patria, degna di trionfal fama!„
E parve che una brama
di rinnovanza dalla terra escisse,
140e che le zolle scisse
dai vomeri altro seme
chiedessero a novel seminatore,
e che l’onte supreme
vendicasse la forza del dolore.

145Canzon, per i tre mari
vola dal cuor che spera oltre il destino,
recando il buon messaggio a chi l’aspetta.


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