Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/111

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
SECONDO - ELETTRA

Aquila giovinetta,
batti le penne su per l’Apennino;
150per l’aere latino
rapidamente vola,
poi discendi con impeto nei piani
sacri ove Roma è sola,
getta il più fiero grido e là rimani.


NEL PRIMO CENTENARIO
DELLA NASCITA DI
VINCENZO BELLINI.


NELL’ISOLA divina che l’etnèo
Giove alla figlia di Demetra antica
donò ricca di messi e di cavalli,
di lunghe navi e di città potenti,
5d’aste corusche e di cerate canne,
di magnanimi eroi e di pastori
melodiosi,

dal santo lido ove apparì l’Alfeo
terribile che tenne la sua brama
10immune dentro all’infecondo sale,
da Ortigia ramoscel di Siracusa,
che fu sorella a Delo e abbeverava


- 97 -