Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/112

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DELLE LAUDI - LIBRO

nell’orrore notturno la sirena
ai fonti ascosi,

15il re degli inni Pindaro tebano
assiso in ferreo trono,
invocando le Grazie dal sen vasto
e l’Ardire e la Forza e l’Abondanza
sopra l’anima pura,
20celebrò le vittorie dei mortali.
Per gli inni trionfali,
con l’olivo selvaggio e il bronzeo vaso,
i vincitori furono gli eguali
dei belli iddii nel sole senza occaso.

25Inni, rapidi figli del furore
e della fiamma, qual degli iddii, quale
eroe, quale uomo noi celebreremo
oggi al conspetto del religioso
popolo accolto che offre alla Potenza
30generata dal suo dolente grembo
una preghiera?

Il dio celebreremo noi, pel cuore
innumerevole avido di eterna
vita, l’eroe celebreremo e l’uomo


- 98 -