Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/113

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SECONDO - ELETTRA

35in una sola forma di bellezza
giovenile, rapita negli alti astri
ma sempre ritornante in terra come
la primavera.

Simile al mare procelloso incontro
40alle foci dei fiumi,
che sforza verso le sorgenti prime
verso le auguste origini montane
la gran copia dell’acque
(beve intorno la terra e si feconda),
45simile al mare l’onda
del canto volga impetuosamente
questa che palpita anima profonda
verso l’antichità di nostra gente.

Dove il veglio Stesicoro per Ilio
50ereditò la cecità di Omero,
dove Pindaro assunse ai cieli il carro
del re Ierone fondatore d’Etna
e Teocrito addusse tra i bifolchi
eloquenti le Càriti dal fresco
55fiato silvano,

quivi improvvisa dopo il lungo esilio


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