Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/181

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SECONDO - ELETTRA


Sotto il maligno agosto, in su l’alfana
bolsa cavalca giù da Montemurlo
tra gli schemi plebei Filippo Strozza.


XII.
O Libertà, colui che abbeverasti
del tuo latte alla tua sinistra mamma
sì che col nutrimento egli la fiamma
del tuo gran cor si bevve e i sogni vasti,

5il Leon primogenito nei Fasti
della tua nova genitura, infiamma
de’ suoi vestigi il suol, dall’alto dramma
di Roma escito agli ultimi contrasti.

Quivi il Profugo sosta. E la giogaia,
10la gleba, il fonte, l’albero, la porta
ch’egli varca, la mensa ove s’asside,

il pan che spezza, l’uomo a cui sorride
sono sacri. E il molino di Cerbaia
splenderà fin che Roma non sia morta.


XIII.
O Vaiano, Cammin di Spazzavento,
Madonna della Tosse, umili e insigni


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