Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/182

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DELLE LAUDI - LIBRO

nomi di luoghi e di fati! I macigni
e gli sterpi indagai pien di spavento.

5Taceva il suolo, senza mutamento.
Ma non vidi, pe’ tramiti ferrigni,
passi d’eroe? Me li facea sanguigni
tutto il sangue del cor mio violento.

Lui seguitai per monti e boschi e fiumi,
10Lui vidi giungere al Tirreno, ignoto
entrar nel mare come un dio marino.

E, quando mi chinai su’ miei volumi
ebro, nel canto omerico il piloto
re d’Itaca mi parve men divino.


XIV.
Lascia che in te s’indugi la mia rima,
Città della mia chiusa adolescenza,
ove alla fiamma della conoscenza
si rivelò la mia bellezza prima.

5L’anima del fanciullo è fatta opima.
Ave, ingigliata figlia di Fiorenza!
Quei ch’era ignaro della sua potenza
ora combatte a conquistar la cima.


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