Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/191

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SECONDO - ELETTRA


5Or tristo e spoglio il tuo Palagio spazia
tra l’azzurro dell’aere e del lino.
Ma ne’ tuoi bronzi arcani il tuo destino
resiste alla barbarie che ti strazia.

E, se teco non più ridon le carte
10di Oderisi cui Dante sotto il pondo
vide andar chino tra la lenta greggia,

l’argilla incorruttibile per l’arte
di Mastro Giorgio splende; e in tutto il mondo
l’alta tua nominanza ne rosseggia.


spello.
SPELLO, qual canto palpita nei petti
delle tue donne alzate in su la Porta
di Venere? La Dea che non è morta
l’arco nudo t’adorna di fioretti.

5E par che il pafio pargolo saetti
nel sol novo ai precordii con accorta
ferocia strali dell’antica sorta,
come solea negli élegi perfetti.

Non l’amico di Cynthia oggi sospira


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