Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/203

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SECONDO - ELETTRA


5quest’opere vid’io meravigliose
del lene April; ma in vetta al mausoleo,
tutt’oro l’arme, il gran Bartolomeo
pronto imperar tra le Virtù sue spose.

Non diemmi forse l’alto Condottiere,
10benigno a’ suoi ed a’ nimici crudo,
col suo gesto il segnal della riscossa?

Oh seme delle nostre primavere!
Triplice egli ebbe nell’invitto scudo
il carnal segno della maschia possa.



III.
L’ombra canuta del Guerrier sovrano
a Malpaga erra per la ricca loggia,
mutato l’elmo nel cappuccio a foggia,
tra i rimadori e i saggi in atto umano.

5E tu, Bergamo, il suo sepolcro vano
chiudi. Ma all’aspro vento che da Chioggia
sìbila è vivo! Ancor di strage ha roggia
l’unghia e la pancia il suo stallon romano.

Stretto nel pugno il fólgore di guerra,
10i fanti contra Galeazzo ei sferra
tonando co’l mortaro e la spingarda.


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