Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/35

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SECONDO - ELETTRA

il prode dei prodi
40che dorme leggero sul cuore
di Brescia fedele,
e l’emulo del re di Sparta
con i suoi trecento,
con i suoi trecento custodi
45che la dolce Campania tiene;
canta oggi la gloria di Trento
per lei consolare in catene
del vano amor del van dolore,
oggi che da mano servile
50la sua pura corona è sparta
come fronda vile.

Come vil lordura
dal tempio di Roma lo sgherro
spazza quella corona pura
55che tesseano, ideal tesoro,
(ancor dunque ai monti si sogna?)
fedeltà più dura del ferro,
speranza più ricca dell’oro.
Giovi ella a crescere lo strame
60su cui la frode e la paura
giaccion come buoi
stracchi ruminando menzogna.
Giovi ella a crescere il letame


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