Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/91

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SECONDO - ELETTRA

del monte, dietro      il galoppo senza orma.
Nella fumèa      del vespro, intorno a Roma,
erano ovunque      la ruina e la morte.
Ma chi morì,      morì vittorioso.

XIX.
765CON gli occhi fissi      interroga il Destino
il Dittatore.      Arde tra le apparite
stragi, nel grido      dei magnanimi figli.
Arde, in silenzio,      della sua febbre antica.
E la grandezza      di ciò che fu compito
770s’alza e sovrasta      alla notte sublime.
“Ah non invano!      Ah non invano!„ dice
la sua speranza.      “Non invano moriste,
o dolci figli,      latin sangue gentile!
Altra rugiada      aspettan le gramigne
775dell’Agro, e avranno      altra rugiada, prima
che sorga l’alba      della novella vita.
O Madre, e quel      che ti daremo vinca [La promessa]
di santità      quello che t’offerimmo.
Pur t’offerimmo      quel ch’era in noi divino.„
780Ed ecco ei tende      la mano, come chi
promette, ei tende      la mano che spartiva
le sue semente      con la saggezza antica,
la man che già      seminò, che al mattino
seminerà      là dove fu il granito.


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