Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/107

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TERZO - ALCIONE


Tre disse quivi immense
parole il Mistero del Mondo,
pel Mare pel Lito per l’Alpe,
20visibile enigma divino
che inebria di spavento
e d’estasi l’anima umana
cui travagliano il peso
del corpo e lo sforzo dell’ale.

25Poi che non val la possa
della Vita a comprendere tanta
bellezza, ecco la Morte
che braccia più vaste possiede
e silenzii più intenti
30e rapidità più sicura;
ecco la Morte, e l’Arte
che è la sua sorella eternale:

quella che anco rapisce
la Vita e la toglie per sempre
35all’inganno del Tempo
e nuda l’inalza tra l’Ombra
e la Luce, e le dona
col ritmo il novello respiro:
ecco la Morte e l’Arte
40apparsemi nel cerchio fatale.


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