Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/113

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TERZO - ALCIONE


Mira funebre letto che s’appresta,
estrutto rogo senza la bipenne!
Vengono i rami e i tronchi alla congesta
60ara solenne.

E caduto dal ciel l’arde il divino
fuoco. Scrosciano e colano le gomme.
Spazia l’odor dal limite marino
all’Alpi somme.„

65Ella disse: “A noi vien per aver pace
il nàufrago che il Mar di gorgo in gorgo
travolse. Altra nel cielo che si tace
anima scorgo.

Placa te stesso e l’ospite! Il mortale,
70ch’evocò la gran Niobe di pietra
su dal silenzio e trarre udì lo strale
dalla faretra,

èvochi presso il naufrago silente
la lacrimata figlia di Giocasta,
75la regia virgo nelle pieghe lente
del peplo casta,


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