Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/112

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DELLE LAUDI - LIBRO


Questo nàufrago ha forse gli occhi aperti
e negli occhi l’imagine d’un mondo
ineffabile. Ei vide negli incerti
40gorghi profondo.

E tolto avea Promèteo dal rostro
del vùlture, nel sen della Cagione
svegliato avea l’originario mostro
Demogorgóne!„

45Disse ella: “Gli versavan le melodi
i Vènti dai lor carri di cristallo,
il silenzio gli Spiriti custodi
bui del metallo,

il miel solare nella bocca schiusa
50le musiche api che nudrito aveano
Sofocle, il gelo gli occhi d’Aretusa
fiore d’Oceano.„

Dissi: “Ei ghermì la nuvola negli atrii
di Giove, su l’acroceraunio giogo
55la folgore. Non odi i boschi patrii
offrirgli il rogo?


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