Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/117

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TERZO - ALCIONE


forza del flutto convertita in muscoli
tòrtili per attorcere,
25dopo che le correnti dell’Oceano
gli furon gioco a tessere
le divine di sé vicissitudini
come su trama vitrea.
O Iddii profondi, richiamate l’esule
30triste, purificatelo
sotto i fiumi lustrali ìnferi e sùperi,
la deità rendetegli!

Memore sono. Era già fatto il vespero
su l’acque; ma i cieli ultimi
35ardevano d’un foco inestinguibile,
e i golfi e i promontorii
e l’isole di contro negreggiavano
come are senza vittime
già notturni, allorché sostai nel pascolo
40nettunio, presso il limite
marino. Onusto di gran preda, sùbito
votai su l’erbe e i nèssili
miei lini a noverar la mia dovizia.
Poi del confuso cumulo
45feci schiere ordinate. E in cor godevami
tante squame rilucere


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