Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/120

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DELLE LAUDI - LIBRO


splendor del sangue novo, e il collo e gli òmeri
100dilatarsi parevano
e le ginocchia giugnersi, le scaglie
su per la pelle crescere,
gelidi guizzi correre pei muscoli.
“Terra, vale!„ Precipite
105caddi nel gorgo, mi sommersi, l’infima
toccai valle oceanica,
uomo non più, non anco dio, ma immemore
della terra e degli uomini.

Fiumi correnti, odo il sublime sònito
110di voi sempre nell’anima,
fiumi sgorganti d’ogni scaturigine,
leni di pace o rauchi
di violenza, caldi come l’aure
nove che v’arrecarono
115l’alluvione copiosa o frigidi
come i nivali vertici
onde scendeste inviolati, d’auree
sabbie flavi o sanguinei
d’argille, pingui di limo o più limpidi
120che l’etere sidereo!
Cento e cento passarono passarono
sul mio capo. La fluida


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