Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/125

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TERZO - ALCIONE

45Ond’io pregava: “O desiderii miei,
stirpe vorace e vigile, dormite!
E voi lasciate che nel vostro sonno
io mi cinga del lauro trionfale!„

Tutto allora fu grande, anche il mio cuore.
50Oh poesia, divina libertà!
Ergevasi con mille cime l’Alpe
grande, quasi con volo di mille aquile,
per il salir d’impetuosa forza
dalle sue dure viscere di marmo
55onde l’uom che non volle umana prole
trasse i suoi muti figli imperituri.

E le curve propaggini dell’Alpe
si protendeano ad abbracciare il mare;
ed il mare splendeva di candore
60meraviglioso nel lunato golfo
con la bellezza delle donne nostre.
E quella luce un rinascente mito
fece di voi sull’irraggiato mondo,
Erigone, Aretusa, Berenice!

65Così ci parve riudire il canto
delle Sirene, dalla nave concava
di prora azzurra, fornita di ponti,


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