Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/138

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DELLE LAUDI - LIBRO

In durissimo tronco e in fronda cupa
la dolce carne tua or s’è conversa.
360La tua bocca vermiglia s’è distrutta,
che pareva di fiamma ardere eterna.
Come leggieri i piedi tuoi su l’erba,
or radicati nella negra terra!
M’odi tu? M’odi tu? Dafne, sei muta?

365Rispondi!„ Abbrividiscono le frondi
sino alla vetta. Nel silenzio un breve
murmure spira. “M’odi tu? Rispondi!„
Move la vetta un fremito più lieve.
Poi tutto tace e sta. Sotto i profondi
370cieli le rive alto silenzio tiene.
Il bellissimo lauro è senza pianto;
il dolore del dio s’inalza in canto.
Odono i monti e le valli serene.

Odono i monti e le valli e le selve
375e i fonti e i fiumi e l’isole del mare.
Spandesi il canto dall’anima ardente
e par tutte le cose generare.
La bellezza di Dafne ecco riveste
la terra; le sue membra delicate
380son monti e valli e selve e fiumi e fonti,
il suo sguardo inzaffira gli orizzonti,
la sua chioma fa l’oro dell’estate.


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