Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/154

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DELLE LAUDI - LIBRO


ardi.
Anelammo d’amore per trovarti!
220Sgorgar parea che tu dovessi, o fiume,
dal nostro petto come un sùbito inno.

glauco.
Dio tu sei, dio tu sei; noi siam mortali.
Ma fenderemo la tua forza pura.
La più gran gioia è sempre all’altra riva.



IL CERVO.

NON odi cupi bràmiti interrotti
di là del Serchio? Il cervo d’unghia nera
si sépara dal branco delle femmine
e si rinselva. Dormirà fra breve
5nel letto verde, entro la macchia folta,
soffiando dalle crespe froge il fiato
violento che di mentastro odora.
Le vestigia ch’ei lascia hanno la forma,
sai tu?, del cor purpureo balzante.
10Ei di tal forma stampa il terren grasso;
e la stampata zolla, ch’ei solleva
con ciascun piede, lascia poi cadere.
Ben questa chiama “gran sigillo„ il cauto


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