Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/166

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DELLE LAUDI - LIBRO

che non pescò già mai mulli nè rombi
ma qualche fuco e l’alghe consuete.

Amaro e avaro è il sale. O Glauco, m’odi.
10Prendimi teco. Evvi una bocca, parmi,
sinuosa nell’ombra de’ miei bùccoli.

Teco andare vorrei tra lenti biodi
e coglier teco per incoronarmi
l’ibisco che fiorisce a Massaciùccoli

a nicarete
NICARETE, dal monte di Quiesa
a Montramito i colli sono lenti
come i tuoi biodi, all’aria obbedienti,
fatti anch’elli d’un oro che non pesa.

5E quella lor soavità, sospesa
tra i chiari cieli e l’acque trasparenti,
tu non la vedi quasi ma la senti
come una gioia che non si palesa.

Sorge, splendore del silenzio, il disco
10lunare. O Nicarete, ecco, e s’adempie
mentre nel lago la ninfea si chiude.


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