Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/183

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TERZO - ALCIONE



LA MORTE DEL CERVO.

QUASI era vespro. Atteso avea soverchio
alla posta del cervo, quatto quatto
fra le canne; e vinceami l’uggia. A un tratto
vidi l’uom che natava in mezzo al Serchio.

5Un uomo egli era, e pur sentii la pelle
aggricciarmisi come a odor ferigno.
Di capegli e di barba era rossigno
come saggina, folte avea le ascelle;

ma pél diverso da quel delle gote
10sotto il ventre parea gli cominciasse,
bestial pelo, e che le parti basse
fossero enormi, cosce gambe piote,

come di mostro, tanto era il volume
dell’acqua che moveva il natatore
15se ben tenesse ambe le braccia fuore
con tutto il busto eretto in su le spume.


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