Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/206

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DELLE LAUDI - LIBRO


Fanciulli, attenti! Fate un bel concerto.
Pan vi guardi da nota roca o agra.
Quest’ospite che v’ode ha orecchio esperto;
80vien di Tanagra.



IL POLICEFALO.

SPEZZATE i flauti. Il lino che connette
le canne è quel medesmo degli astuti
lacci, e la cera troppo sa di miele.

Il suono puerile è breve oblio
5pel cor prestante che non ama il gioco
facile né cattare il sonno lieve.

Né tu sei cittadino d’Agrigento
nomato Mida, vincitore in Delfo.
Né t’insegnò la Cèsia il grande carme.

10Pallade Atena dai fermi occhi chiari
prima inventò tal melodìa, nel giorno
in cui Medusa tronca fu dall’arpe.

Udì le grida e i pianti ch’Euriàle
mettea tra il sibilare dei serpenti
15verso la strage; udì l’orrendo ploro.


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