Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/248

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DELLE LAUDI - LIBRO


25O sabbia mia melodiosa,
non un tuo granello di sìlice
darei per la pómice ascosa
della fonte all’ombra dell’ìlice.

Brilli innumerevole e immensa
30alla mia lunata scrittura;
e l’acqua che bevi t’addensa,
lo sterile sale t’indura.

Il rilievo t’è tanto sottile,
dedotto con arte sì parca,
35che men gracile in puerile
fronte sopracciglio s’inarca.

A quando a quando orma trisulca
il lineamento intercide;
pesta umana, se ti conculca,
40s’impregna di luce e sorride.

Figure di nèumi elle sono
in questa concordia discorde.
O cètera curva ch’io suono,
né dito né plettro ti morde.


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