Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/283

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TERZO - ALCIONE

che i flauti dei grilli
fan nei campi tranquilli
50roca assiduamente,
la melodia
che le rane
fan nelle pantane
morte, nel fiume che stagna
55tra i salci e le canne
lutulente,
la melodia
che fan tra i vinchi
che fan tra i giunchi
60delle ripe rimote
uomini solinghi
tessendo le vermene
in canestre,
con sì lunghi
65indugi su quelle parole
che ritornano sempre.


Novilunio di settembre!
Tal chiaritate
il giorno e la notte commisti
70sul letto del mare
non lieti non tristi


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