Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/297

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TERZO - ALCIONE


e ne fa segno del volume intonso,
dove Tìtiro canta? o dove Enea
pe’ meati del monte ode il responso
140della Cumea?)

Forse la suora dalle chiome lisce,
se i ferri ella abbandoni ora ch’è tardi
e chiuda nel forziere il lin che aulisce
di spicanardi,

145sarà con lui, trista perché concilio
vide folto di rondini su gronda.
E tu gli parla: “Figlio di Vergilio,
ecco la fronda.

Ospite immacolato, a te mi manda
150il fratel tuo diletto che si parte.
Pel tuo nobile capo una ghirlanda
curvò con arte.

E chi coronerà oggi l’aedo
se non l’aedo re di solitudini?
155Il crasso Scita ed il fucato Medo
la Gloria ha drudi;


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