Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/42

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DELLE LAUDI - LIBRO

10Il vento e il gelo teme.
Innestar non si puote.
Piccola etade dura.
Serbansi i pomi in orci unti di pece.
Anco serbansi in cave
15dell’oppio arbore; ovver tra la vinaccia
in pentole, assai bene e lungamente.„
Così ragiona il veglio; ed in sue lente
parole il cor si spazia
come in un canto aonio.
20Risplende un’antichissima virtude,
come nel prisco aedo
che canta un fato illustre,
o Terra, nel tuo bianco testimonio.
Il soffio del suo petto
25paterno è come la bontà dell’aria
che fa buona ogni cosa.
La vita fruttuosa
dell’arbore s’agguaglia
alle sorte magnifiche dei regni.
30Ei parla, e tra due legni
tesse la chiara paglia
come l’aedo tende le sue corde,
create co’ minugi degli agnelli,
tra i bracci della lira.
35Vento asolando, spira


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