Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/86

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DELLE LAUDI - LIBRO


E non è dato a noi
votar la colma tazza,
distinguerne i sapori.
Chi loderà l’Ombrone
15cui Lorenzo già vide
rompere dallo speco
dietro le trecce d’Ambra?
Ancóra ei grida all’Arno:
“In te mia speme è sola.
20Soccorri presto, ché la ninfa vola.„

Chi loderà il Bisenzio
sì caro a quell’antico
favolatore ornato
che lodò la bellezza
25della donna perfetta?
E chi la Pescia e l’Era?
E chi la Pesa e l’Elsa?
Chi la Greve e la Sieve?
e i rivi freddi e molli
30del Casentino giù pe’ verdi colli?

Strepiti freschi in sassi
politi, argille chiare,
argini d’erba, file
di pioppi alti, vivai


- 76 -