Pagina:D'Annunzio - Laudi, IV.djvu/85

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QUARTO - MEROPE


S’ode nel cielo un sibilo di frombe.
Passa nel cielo un pallido avvoltoio.
Giulio Gavotti porta le sue bombe.

Laggiù, presso la mola d’un frantoio
o presso i tronchi d’un’antica noria
onde pendon consunti e corda e cuoio,

sorride un morto all’invisibil gloria.
Il paradiso è all’ombra delle spade
e la delizia è il fior della vittoria.

Ulula per i campi senza biade
il duolo delle donne beduine
alterno, ed or s’inalza ed ora cade.

All’ombra d’una palma, sul confine
dell’Oasi, una croce rude è fitta
in un tumulo cinto dalle spine.


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