Pagina:D'Annunzio - Laudi, IV.djvu/89

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QUARTO - MEROPE


arrossano finché di primavera
tu non li marchi all’anca e alla ganascia
per arrolarli sotto la bandiera.

La chiatta a fondo stagno il mastro d’ascia
chioda, coi sacchi d’aria e con le botti
l’aiuta, con i canapi la fascia.

I cavalli s’impennano, condotti
alla gru; cinti dell’imbraca, appesi
al paranco, paventano. Interrotti

sibili, canti di fatica ai tesi
canapi, voci di comando, liti
di battellieri, gergo di Maltesi,

schianti d’assi e di tavole, nitriti
e scalpiti nel vento che ridonda,
sudore e schiuma, urti d’abbordo, attriti


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