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174 notturno


Sembra che una spatola la sbatta e rimescoli come creta da rendere più cedevole.

Le linee si ricompongono in una figura di spiritualità intenta e attonita.

È un viso di giovinetto. E il mio viso di sedici anni. Ecco che tutta la mia disperazione s’affoca e sfavilla come sotto un gran colpo di maglio.

La fronte è liscia sotto le masse dense dei capelli scuri. I sopraccigli sono disegnati con tanta purità che danno qualche cosa d’indicibilmente virgineo alla malinconia dei grandi occhi. La bella bocca socchiusa lancia passare l’ansia, come quando il cuore si gonfia d’un sogno che minaccia di schiantarlo.

Férmati ancóra per un attimo, o annunziatore dell’Alba! Consolami.

La forza cieca della trasformazione è inarrestabile.

Il mio buio è scosso da tonfi sordi.

Il cuore pulsa contro la nuca do-