Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/241

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notturno 229


Tutto è presente. Il passato è presente. Il futuro è presente.

Questa è la mia magia. Nel dolore e nelle tenebre, invece di diventar più vecchio, io divento sempre più giovine.


Eco di antichi e di futuri tempi.


L’occhio è il punto magico in cui si mescolano l’anima e i corpi, i tempi e l’eternità.


Che debbo terminare?

Che debbo incominciare?


Scopro nelle cose una qualità fisica nuova. Sento in tutto quel che tocco, in tutto quel che odo, una novità ammirabile.