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228 notturno




Come può la pioggia di marzo avere questo suono argentino, questo clangore che brilla?

Slegatemi i piedi.

Come può la pioggia di marzo aver rapito gli spiriti del tripudio alla baccante che dorme?

Slegatemi i piedi.

Per i capelli, per i lunghi lunghi capelli afferrerò la pioggia di marzo sonatrice di cròtalo.


Ecco che la grazia della mia giovinezza entra, senza toccare il pavimento, sollevando piano piano l’arcobaleno.


È la mia magia, questa?

Davvero dunque la malattia è d’essenza magica?´