Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/293

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notturno 281

delizia ie nari e i precordii. E il nepente navale.

Accendiamo le sigarette. Sembra che nel fumo ritorni l’odore di quella foglia stropicciata dal giovinetto saraceno fra le sue dita bruni cce e sì svolga il sogno dei giardini abbandonati su le rive corrose della Giudecca e delle Fondamente nuove.

Arriva un radiotelegramma di Umberto Cagni dall’incrociatore Pisa.

«Attenzione I Due sottomarini sono in agguato su la rotta di sicurezza.»

E respiriamo di nuovo il pericolo e la morte a pieni polmoni, nel primo brivido dell’alba’.


Lasciatemi vedere l’alba 1 Non mi farà male. Spalancate la finestra 1 Soffoco.

Il sole nella foschìa era di color d’arancia, simile al plenilunio sul nascere. Le sei navi manovravano per rapide accostate. Le scìe parevano