Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/335

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notturno 323


Il rombo e lo stroscio soverchiano la voce fatata che scioglie dal male chi arde.

Il rombo e lo stroscio si mutano in mugghio di bùfale, in rugghio di leonesse.

Rinfuriate le fiamme s’avanzano in ordine di battaglia più alte e più spesse.

«A me la selva!» grida il condottiere implacabile che porta il mio viso di guerra. «A me tutta la selva e tutto l’aroma!»

È primo all’assalto; e primo con la sua mano rossa afferra all’irsuto la chioma.

«Uomini, a me! A me, gente della foresta!» grida l’avversario audace che porta il mio viso di guerra.

Il fuoco abbatterà il fuoco, la fiamma ucciderà la fiamma, perché dalle due ceneri ostili sia rifecondata la terra.