Pagina:D'Azeglio - Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, 1856.djvu/132

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capitolo x. 129

di lavorar pulito. Se una notte o l’altra venisse una barca con cinque o sei giovanotti a levarla, ed il conestabile sentisse abbajar qualche cane, o qualche voce sottile gridar misericordia (giacchè lo sai, le donne gridano due ore prima che si tocchino) non se ne sturbi, pensi che è stato un sogno, si rivolti dall’altra parte, e seguiti a russare, e questo poco servigio gli porterà, come venissero dal cielo, cinquecento zecchini nuovi della zecca di San Marco, o se vorrà di quella del giglio, e poi, forse una condotta migliore di quella che ha al presente con queste bacchettone. Il povero Martino, che fra tanti vizi aveva una buona qualità, quella d’esser fedele a chi lo pagava, assalito da una tale offerta si vide in procinto di perderla. Ma la legge che non vi dev’essere al mondo cosa nè assolutamente buona, nè assolutamente cattiva, lo salvò dal totale naufragio, e rispose coll’intenzione di mostrarsi offeso; tuttavia le sue parole sonavano piuttosto rammarico che collera:

— Martino Schvarzenbach ha servito Milano, Venezia e l’imperatore il tempo delle sue condotte, e non ha mai tradito nessuno. La badessa di S. Orsola l’ha pagato a tutto dicembre del 1503. Se Vostra Signoria è qualche.... che so io.... qualche signore.... oppure fa gente per qualche principe italiano e volete condurmi: bene, discorriamola; vi farò veder la compagnia: son cinquanta picche, e trenta scoppietti, tutti dai venti ai quarant’anni, e per gli arnesi vedrete se manca l’ardiglione d’una fibbia. Se restiamo d’accordo, al 1° di gennajo del 1504 verremo, se vi pare, a dar l’assalto al monastero, e le porteremo via tutte fino alla cuoca. Ma prima di quel tempo, finchè mi resta una carica di polvere, ed una lama di pugnale, nessuno toccherà un capello alle monache nè all’ultima conversa.

— E voi, ser Martino, credete che non sappia qual

Ettore. 8