Pagina:D'Azeglio - Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, 1856.djvu/144

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capitolo xi. 141

la buca, di dove allungando il collo poteva vedere ed udire que’ due meschini.

La donna era stata deposta in terra col capo appoggiato ad una trave che giaceva in un angolo, ma per l’angoscia essendole saltata una febbre gagliarda, nel divincolarsi era caduta colla fronte sul tufo umido del suolo, nè aveva avuto mai forza di rialzarsi. Il figlio colle braccia legate sul petto in modo che non poteva muover un dito, s’era provato, ma inutilmente, d’ajutarla; alla fine per disperato se l’era posto ginocchioni accanto, e girava l’occhio istupidito ora sulla madre, ora per le mura.

La donna tentava ogni tanto di alzar la testa, ma era troppo debole per farlo da sè. Con molto stento riuscì pure alla fine al figlio di sottentrare con un ginocchio in uno di quegli sforzi, e così la venne a rimettere nella sua prima posizione; ma questo moto le cagionò tanto dolore che portandosi le mani al capo con un gemito prolungato disse:

— Maledetta la ronca del villan calabrese! Ma se il diavolo mi lascia due minuti.... voglio che sappi una volta chi sei.... Che varrebbe pregar Dio e i santi? Veramente m’han dato retta quando li pregavo!... E qui, alzando a stento le pupille spente verso la vôlta, profferì bestemmie da far rizzare i capelli in capo a tutt’altri che a Pietraccio.

Eppure (seguitò a dire mutando quella disperazione feroce in un’altra più dolorosa ed egualmente profonda) eppure anch’io avevo sperato nel perdono!... quando cantavo coll’altre monache!... Oh maladetta l’ora che misi piè su quella soglia!... Ma che serve! Ero del diavolo prima di nascere;.... ho provato a fuggirgli.... ecco come ci son riuscita. E di nuovo alzati gli occhi al cielo, disse con una espressione che non si può descrivere: — Sei contento? — Poi volta al figlio: — Ma se puoi uscir di qui.... se sei uomo.... chi è causa della