Pagina:D'Azeglio - Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, 1856.djvu/191

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uomini miei ho dato licenza, e vi so dire che chi li vorrà stanotte, dovrà cercarli per l’osterie di Barletta. Così siete serviti; ma badate, e ditelo a quel vostro diavolo di compagno, che badi a’ fatti suoi, e che non fo conto di perder la provvisione che mi dà la badessa, per quei pochi fiorini; perciò operate con giudizio, che, se la cosa finisce male, ho già pensato il modo di buttar la broda addosso a voi altri, ed aver le spalle al muro. Patti chiari, amici cari.

Boscherino, al quale era diretto tutto questo discorso, tirando leggermente al Conestabile la punta d’un mostacchio, gli disse, scuotendo il capo:

— Per buttar la broda addosso a quello che fa far quest’impresa, troppo l’avresti a buttar alta, e ci vuol altro braccio che il tuo. E ringrazia S. Martino che il castello di Barletta è lontano, ed un tale che è là non t’ha potuto sentire, che ti so dire siamo in aprile e ti farebbe parer gennajo. Da’ retta a me, fratello, di tutto questo fatto, vada bene vada male, meno ne parlerai, meglio sarà per te.

Martino che era stato al desinare dato da Consalvo in Barletta, e v’aveva bevuto in modo che si sentiva in petto un cuor di leone, rispose senza sbigottirsi:

— Ed io vi ripeto che non ho una paura al mondo; e se mi son piegato a farvi questo servizio, l’ho fatto più perchè tra soldati s’usa così, che per quei pochi ducati; e non mi sento di romper il collo e perder il pane per chi non conosco: così ve lo dico chiaro; abbiate prudenza, che se siete scoperti, saprò come fare a discolparmi; e di quegli che fa far quest’impresa, sia che si vuole, quando sono nella mia torre, me ne rido. Onde siamo intesi; addio.

Ciò detto, se n’andò verso la torre, lasciando che Boscherino avesse agio a considerar bene il luogo: questi lo lasciò scostare guardandogli dietro con un sorriso di compassione, e poi non si potè tenere che non