Pagina:D'Azeglio - Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, 1856.djvu/87

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84 ettore fieramosca

liano dir tali vituperi contro la patria. Ma, e chi non sa che in ogni paese vi son traditori?

— Il traditore sei tu! — gridò come un tuono il Piemontese. Ambedue miser mano alle spade, ma non le sfoderarono affatto, che molti di qua e di là, messisi in mezzo, li trattennero, ricordando che i messaggieri non poteano nè offendere nè venir offesi. Le grida e ’l tumulto fu grandissimo; ma la voce di Bajardo, che si facea sentir sull’altre, fe’ ritornar tutti in quiete e nell’ordine, e Grajano venne strappato per forza di là.

Fieramosca com’ebbe ricacciata nel fodero la spada, e percosso colla palma della mano sul pomo per fermarla meglio, si volse a Bajardo scusandosi dell’accaduto.

Questi li posò le due mani sulle spalle guardandolo fisso, onde il giovane mezzo arrossito abbassò gli occhi: stato così un poco, lo baciò sulla fronte, e gli disse: Benoiste soit la femme qui vous porta.

Un’ora dopo il ponte della porta di Barletta s’abbassava per lasciar entrar Ettore e Brancaleone che ritornavano.