Pagina:Dal giorno in cui pervenne.djvu/6

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non di volontà, nè di malizia, a somiglianza dell’Apostolo S. Paolo non abbiamo altro scampo per giustificazione della Nostra condotta, che di chiamare in testimonio e avanti Dio, e degli uomini tutti quelli, co’ quali dovettimo conversare dalla prima gioventù sino al presente. Se tutti Ci fosse dato di radunare in amichevole, e cortese adunanza con piena fiducia diremmo loro: Vos scitis... qualiter vobiscum per omne tempus fuerim; Assicurati dalla Nostra coscienza Ci comprometeremmo, che tutti, ad una voce, confermerebbero, che giammai: Sedi cum concilio vanitatis, et cum iniqua gerentibus non introivi. Che sempre: Odivi Ecclesiam malignantium: et cum impiis non sedi. Anzi siamo certi, che nessuno potrebbe fondatamente opporci cosa alcuna, la quale neppure accagionare potesse sospetto di qualsivoglia colpa: bensì avremmo numerose, e rispettabilissime testimonianze in Nostro favore comprovanti, che anche a dispetto de’ più ingiusti personali insulti ricevuti; delle più severe minaccie, che replicatamente Ci vennero intimate; e dello spoglio di soprabbondanti rendite Ecclesiastiche, che la Divina Provvidenza, e la degnazione di S. A. R. il Sig. Duca del Ciablese, di sempre grata, e riconoscente memoria, Ci aveva eletti ad usufruire, Ci siamo sempre mantenuti costanti, e fedeli agli inviolabili doveri della S. Religione, ed in quella sudditanza dovuta al Sovrano Nostro Governo, del quale assieme a’ buoni sempre ne compiangevamo la perdita, e ne sospiravamo quel ristabilimento, che finalmente piacque a Dio il donarci a comune consolazione.

Eppure, con tutto questo, dopo superati assai più perigliosi cimenti le stampe doneranno alle età future una assicuranza de’ Nostri falli, e scandali! Questi sono i scogli, ne’ quali urta la misera nostra umanità all’insorgere delle mondane tempeste!