Pagina:Dal giorno in cui pervenne.djvu/7

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Di grazia, Illustrissime Autorità e Militari e Civili di questa Città, e Provincia, e Voi dilettissimo Clero, e Popolo di questa Diocesi, e quanti siete testimonii de’ Nostri scritti e della Nostra condotta, a Voi Noi si rivolgiamo pregandovi non solo di cancellare dalle vostre menti ogni sinistra, ed irregolare impressione, ed anche idea, che abbia potuto produrre in voi la Nostra lettera, ma ancora di lacerare, e consegnare alle fiamme la medesima, affinchè più non serva in comprova della Nostra ignominia; e se la passata Nostra irreprensibile condotta non bastasse ad assicurarvi della sincerità, de’ Nostri sentimenti, e rettitudine nell’operare, osservate per l’avvenire scrupolosamente il Nostro tenore di vita, finchè piacerà a Dio di conservarci sopra il candeliere di questa Sede, e Diocesi ove immeritevoli Ci ha posti; e come mediante la presente lettera avete una indubitata prova, ed infallibile testimonianza della puntuale Nostra pienissima sommessione al Sommo Regnante Pontefice Pio VII. nell’accettare, ed obbedire alle amorose, paterne sue decisioni, e comandi; e come vi diamo una pubblica dimostrazione della continuazione di quegli attestati sinceri di perfetta ossequiosa obbedienza, venerazione, e sottomissione dovuta all’amatissimo Nostro Regnante Sovrano Carlo Felice, egualmente avrete a scorgere, ed assicurarvi maggiormente colla esperienza della sincerità di quell’amore, zelo, ed interessamento, che nodriamo nel cuore, e per quanto Ci è possibile, dimostriamo colle opere, per la vostra eterna salute, e temporale prosperità.

Ben si sa, e comprende, che un Pastore, un Padre, un Vescovo nulla mai potrà operare di buono, di vantaggioso, di efficace a prò delle Anime alla di lui cura affidate senza la particolare assistenza della Divina grazia, e senza il favore, la protezione Sovrana; perciò Noi nuovamente a Voi Ci indirizziamo, Venerabili Fratelli, e Figliuoli dilettissimi raccomandando-