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128 vii. gli indiani

rie parti del Sud-est asiatico: si tratta per lo più di date relative ai fatti per i quali l'iscrizione è stata redatta. Le indicazioni numeriche possono essere espresse in tre modi diversi: 1) a tutte lettere, usando il nome sanscrito dei numeri; 2) a cifre, secondo le grafie locali; 3) con il sistema degli astronomi.

Date riportate in iscrizioni dell'era Saka.

Il terzo sistema merita una breve descrizione. Per rimediare all’estrema deperibilità del materiale scrittorio, gli astronomi escogitano un artificio mnemotecnico consistente nel mettere in versi le indicazioni numeriche, al fine di ricordarle più facilmente.

Anche noi, del resto, ricorriamo a piccoli espedienti per ricordare un numero di telefono, oppure qualche numero speciale, come i valori di Pi greco oltre la seconda cifra decimale. I Francesi hanno inventato appositamente una poesia in cui il numero delle lettere contenute in ogni parola corrisponde alla successione delle cifre: “Que j’aime à faire apprendre/un nombre utile aux sages/immortel Archimède...”, cioè 3,141592653589... In Italia, invece, si recita “Ave o Roma...”.

Gli astronomi indiani operano in un modo un po’ diverso. Ad ogni numero associano delle parole che hanno il potere di evocarlo immediatamente. Per lo zero si è già visto. Il numero 1 viene associato a Terra, Luna, Forma, e ad ogni altra cosa “unica”. Il nu-