Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/169

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3. le quattro operazioni 147

ne dei giovani veneti che intendono darsi al commercio. I segni (+, −, ×, :), che danno una fisionomia inconfondibile ai nostri calcoli, non sono stati ancora inventati; si usano i termini: et per l’addizione, de (“togliere da”) per la sottrazione, fia o via (“volte”) per la moltiplicazione, intra (“entra n volte”) per la divisione.

Progressivamente entrano nell’uso le parole “più”, “meno”, “per” e “diviso”, e i segni ancor oggi in uso. I segni + e − sono introdotti alla fine del XV secolo da Johann Widman (Germania); il segno = dall’inglese Recorde verso la metà del XVI secolo; il × è proposto da W. Oughtred (1574-1660); Thomas Harriot (1560-1621) introduce i segni > e < (maggiore di, minore di); la virgola decimale, ovvero il punto nei paesi anglosassoni, è attribuita a G.A. Magini (1555-1617), oppure a C. Clavio (1537-1612) e a J. Napier (1550-1617). La sbarretta delle frazioni (orizzontale o verticale) è usata già dagli Arabi e da Fibonacci; il francese F. Viète (1540-1603) raccomanda di preferire le frazioni decimali a quelle sessagesimali. Il segno specifico per la divisione (:) è di acquisizione recente.


3. Le quattro operazioni

Ora possiamo curiosare fra le tecniche usate 500 anni fa per eseguire le quattro operazioni. L’addizione è uguale alla nostra; poiché non si usano i segni + e =, si scrive “somma” alla sinistra del risultato. Nella sottrazione, per lo stesso motivo, si scrive la parola “resto”; la sottrazione col “prestito” è usuale, ma c’è un metodo che consente di eseguire i calcoli evitandolo: si aggiunge una decina alle unità del minuendo e una decina alle decine del sottraendo; per eseguire 54 − 28 si effettua la somma 10 + 4 = 14, da cui si deduce 8, ottenendo 6; quindi 2 decine più una dà 3 decine da sottrarre a 5; risultato: 2 decine e 6 unità, cioè 26.