Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/18

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XVI attenzione! e fu il numero

cia oggi ad eseguirle? Per l'umanità è ben difficile rispondere; per il bambino, fra i due e i tre anni, quando appunto comincia a contare. Naturalmente, il nostro bambino viene aiutato e si aiuta, come gli antichi si aiutarono con i sassi, presumibilmente allineati, i nodi sulla corda e le dita delle mani. Dito, dito, dito, che si possono estendere e ritrarre; ed una volta fissata la serie numerica, permettono di controllare visivamente quanto si sta facendo e si è fatto.

Intanto, un nome differente viene assegnato ad ogni ripetizione, con le ben note — ma certo successive — varianti. In breve, se ciò che si fa viene tutto conservato, collezionato, abbiamo i numeri oggi detti cardinali, 1, 2, 3, ecc.; se viene mantenuto soltanto il risultato dell’ultima ripetizione abbiamo gli ordinali, 1°, 2°, 3°, ecc.; se si indica la ripetizione, abbiamo gli iterativi, bis, ter, quater, ecc.; se si indicano insieme la collezione e gli elementi abbiamo il duo o duetto, il trio o terzetto, il quattro o quartetto, ecc. Pensando all’appaiare nasce il “paio”, all'accoppiare nasce la “coppia”. E così via.

Anche per le operazioni sulle serie, la mano è stata meravigliosa per adottare la regola che, prima e dopo le operazioni, il numero delle unità resti uguale.

Ecco la mano e la serie:

ho 3 dita stese:
Dalle dita al calcolatore fig 002.jpg