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180 xi. matematica e magia

niente la parola “magico” viene da “re magi”, l’appellativo usato nei Vangeli per indicare i re-sacerdoti-sapienti che vengono da Oriente.

Il numero 3 significa perfezione; tutte le religioni antiche hanno le famose triadi. Per limitarci alla Mesopotamia: la triade cosmica Anu, Ea, Enlil (Cielo, Terra, Acqua) e la triade astrale Sin, Shamash, Ishtar (Luna, Sole, Venere). I cristiani hanno la Trinità.

Il numero 7 comprende le due triadi precedenti e il dio del fuoco Nusku; ma 7 sono anche i più terribili demoni mesopotamici, responsabili di ogni sciagura, detti “i Sette” o “Sibitti”.

Gli edifici sacri sono costruiti sulla base di rapporti dimensionali fissi e segreti. In una tavoletta dell’Esagil (tempio di Marduk) sono riportati calcoli e dimensioni relativi alla Torre di Babele. Inoltre, vi è scritto: “... queste notizie l’iniziato le trasmetta all’iniziato. Ma il profano non deve conoscerle” (11a).

I numeri 3, 7 e 60 godono di particolare predilezione presso i popoli mesopotamici. Il 3, il 7 e altri numeri “magici” di varia provenienza sono giunti fino a noi, anche con nuovi contenuti, attraverso la religione, l’astrologia, la numerologia, l’alchimia e le simbologie delle sette segrete.


2. La ghematria

L’uso promiscuo di segni validi come lettere e come numeri conduce allo sviluppo di molti codici usati per messaggi segreti, e di quella “scienza” che i Greci chiamano isopsefia e gli Ebrei ghematria. Sono tecniche molto sofisticate di cui fanno largo uso gli oracoli, i maghi e gli esegeti delle Sacre Scritture. Queste tecniche sono ampiamente descritte da Ifrah nella sua Storia universale dei numeri.

Qui basti ricordare che si ricorre a tali tecniche per dare un nome alla Bestia dell’Apocalisse, cioè l’Anti-