Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/51

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3. l'origine della scrittura 29

gento dal Tauro; il rame dall’Elam e dall’Asia Minore. Le pietre preziose necessarie per la fabbricazione dei gioielli sono importate anch’esse in quantità rilevanti: corniola, berillo, diaspro, turchese e lapislazzuli. Quest’ultimo giunge dalle regioni del Pamir e dell’Hindukush.

Scambi commerciali così estesi dimostrano senz’altro la vitalità economica del paese e la complessità degli strumenti di gestione, ma lasciano anche intuire l’ampiezza degli orizzonti culturali conseguentemente ai contatti fra le élites dei vari popoli.

I sigilli, realizzati in numero incredibile, sono di due tipi: a stampo e cilindrici. I primi risalgono anche al IV o addirittura al l’millennio a.C., ma nulla si sa circa la loro funzione; vi sono raffigurati animali, piante, motivi geometrici. I sigilli cilindrici, trovati a migliaia, hanno dimensioni varie, e recano incise immagini di animali, piante o motivi astratti; sono oggetti “personali”, il loro uso chiama in causa la responsabilità e il ruolo del possessore. Si può dire che abbiano la stessa funzione della carta intestata di oggi, o di un atto di autenticazione. Infatti vengono usati anche come marchi ufficiali di chiusura; ciò è attestato dal ritrovamento di sigilli accanto a frammenti di chiusure di vasi di ceramica recanti la loro impronta.


3. L'origine della scrittura

La costruzione di mura, torri, edifici complessi e canali stimola lo sviluppo di capacità progettuali, l’elaborazione di modelli astratti; si va così completando il mosaico delle capacità logiche che presiedono allo sviluppo della matematica e della scrittura. La scrittura delle parole e quella delle cifre che rappresentano i numeri nascono come risposta alle esigenze di un’economia in espansione, e come mezzo per risolvere i